ANNABELLA CUOMO

Mostre A 291 EST:

La biologia non è il destino

catalogo mostra

Un regalo, un oro dentro l'ombra

guerra agli dei

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BIO

 

Born in San Pietro Vernotico (Br) Italy
Lives and works in Rome, Italy 

Graduated Art High School in Lecce and then got her degree in the Academy of Arts In Rome, majoring in Painting in 2008. After her bachelor’s degree she got her M.A. in Visual Art.
In 2010 she finished a Master’s program. Specializing in photojournalism at ISFC od Rome.

Selected solo exhibitions:

2012  "Guerra agli Dei" Galleria 291est, Rome- curated by Vania Caruso
2011  “Un regalo, un oro dentro l’ombra” Galleria 291est Rome-curated by Vania Caruso
2010  ”La Biologia non è il destino” Galleria 291est, Rome-curated by Vania Caruso

Selected group exhibitions:

2013 "Female Cut" River Loft,Lanificio 159, Roma- curated by Officine Fotografiche
2013 "Ortica" Macro Testaccio,Roma- curated by Artnoise
2012 "Romance 1" Temple University, Roma- curated by Tiziana Musi
2012 "Premio Prima Luce" Castello Ducale, Genova- curated by Angela Ferrari
2012 “Re art Fair Rotterdam” Bompjees 60-68, Rotterdam
2011  “I had the felling that I had to be there, but there was nothing” B.a,d Fondation, Rotterdam
2011  “Drawing Connections” Siena Art Institute, Siena.
2011  “Nuda Proprietà” in collaboration with EuroPride, Roma- curated by Roberto D'Onorio
2011  “Crack” Fumetti Dirompenti, Forte Predestino, Rome
2011  Rassegna Premio Cascella, palazzo Farnese Ortona, Italy
2010  Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata collaboration with “VodafoneOne”, Roma.
2008  “Immagina08” Fiera d'arte di Reggio Emilia.
2007  “Notte Bianca” University of Fine Arts, Rome.

Pubblications:

2012"Il Corpo Solitario.L'autoscatto nella fotografia contemporanea"di Giorgio Bonomi-Rubettino Editore
2011 "Nuda Proprietà"-Glory all-Rome,Italy
2011 "Drawing Connections"- Siena Art Institute-Siena, Italy

http://www.tuttomille.com/case-a-caso/annabella-cuomo-4452/
http://cerchioazzurro.blogspot.it/p/arti-2.html



Selected for Premio PrimaLuce 2012
Selected for Premio Buenos Aires 04, 2012
Selected for Cascella Prize 2011
Selected for Art Gallery Prize (MI) 2011


Residences: From October 2011 to March 2012 guest in Kunst and Complex of Rotterdam, (NL).
Residences: From June 2012 to Dicember 2012 guest In Kunst and Complex of Rotterdam (NL)

Guerra agli dei

L'imperante Stato di Reato ci rende prigionieri della nostra duplice natura di carnefici/vittime: è l'eredità di una morsa genitrice di caos, tra dicotomici eccessi. L'affannosa corsa verso il vuoto, a cui ci condanna la tracotanza primigenia, giunge oggi ad erodere ogni dogma di futuro, progresso, crescita. Per tale ragione non possiamo più ignorare la sfida impari tra uomini e dei. L'uomo, quale carnefice del mondo, ha generato una stirpe rea di hýbris (dal greco antico Yβρις), ovvero della "colpa" di chi ha osato misurarsi con gli dei, violandone le leggi immutabili. La violenza, la dismisura degli intenti e la superba volontà di prevaricazione hanno inevitabilmente segnato l'esordio di un'eterna guerra, in cui l'uomo probabilmente soccomberà all'ineluttabile sorte di vittima della nemesi divina. Annabella Cuomo ci consegna lo sguardo vigile di chi rimodella la dimensione mitica con prestazioni scientifiche. Si apre così una nuova stagione che tra mutazioni, ibridazioni e "invasioni" riporta in auge il caos magmatico di ovidiana memoria: trasfigurante ma non così visionaria, cataloga una specie ormai in via d'estinzione. GUERRA AGLI DEI è un vero e proprio laboratorio sulla nemesi divina che implacabile si accanisce sulle umane genti creando il mostro. I tratti grafici di Annabella si accaniscono su una nuova chirurgia che definisce il concetto di uomo, il quale non si è mai manifestato in forma così esile, senza una forma identitaria: giunge ora ad essere la caleidoscopica versione biologica che pone l'accento sulla sua insubordinazione. Finalmente consci della nostra hýbris e della mutazione in atto, potremmo utilizzare l'incontestabile mitologia a nostro vantaggio.

Rossella Della Vecchia

 

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Un regalo, un oro dentro l'ombra

In una luce che non svela per proteggere, che nasconde dai predatori e dall'uomo, che allontana i facili simbolismi, vivono le rappresentazioni animali di Annabella Cuomo. Animali scomodi, impopolari, selvatici. Il ricevere inaspettatamente qualcosa che non si cerca, che non si conquista, che arriva all'improvviso; andando oltre la nostra volontà, non si rifiuta. Incontrare un animale selvatico è un regalo, è il momento in cui entriamo in contatto con le basi biologiche della vita. La Cuomo racconta la poesia della mitosi e la necessità della apoptosi. Un sentimento di bellezza e di dolore pervade i suoi animali, sdoppiandosi danno vita ad esseri reali nella coscienza. La stessa separazione di un unico afferma la necessità di catturare simultaneamente istinto e ragione, scienza e poesia, scolorendone i confini fino al raggiungimento dell'albedo. Pittoresco, grottesco, passionale, istintivo, primitivo, imperfetto, violento, morboso, malinconico, magico e miracoloso, termini Romantici per il lavoro di Annabella Cuomo, artista che nuota nell'ombra del mondo animale, mondo da esplorare alla ricerca della bellezza di una vita nascosta, essenziale, bestiale, vera. In ambienti umidi ma non morti, una mistica della scienza.

Vania Caruso, Ilde Lazzara

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la biologia non è il destino

Osservare un opera d'arte è una complessa interazione di sensi, fisici e no. Al di là di considerazioni tecniche e squisitamente superflue che secoli di critica e migliaia di vite umane hanno consumato nell'analisi millimetrica di tele e marmi, l'epifania di ogni manifestazione artistica si risolve lì, tra l'immagine diretta e gli occhi dello spettatore. Indiscutibile la capacità di ogni singolo di trovare in ogni produzione creativa il proprio "coniglietto rosa", vale a dire quei punti di vista relativi all'immagine capaci di produrre visioni personali che molto spesso l'artista non aveva non solo ideato nell'opera ma neanche lontanamente immaginato. Presumo che questa sia la vera magia dell'arte, che rimanda all'affermazione prima di quest'articolo: l'interazione dei sensi. Quando rimaniamo lì, fermi a scrutare un'immagine , questa diventa il prisma attraverso il quale la nostra anima si scompone e mostra la varietà di tonalità che la compongono, decisamente molte di più di quelle della luce, dolori, angosce, speranze e intime meraviglie si mostrano e ci riflettono attraverso le linee di un pennello, di una tempera densa, di un colore compulsivamente riproposto. Le opere di Annabella Cuomo si prestano ben volentieri a questo compito. In un'epoca dove l'arte contemporanea diventa sempre più provocazione e nella folle ricerca della scossa emotiva dimentica la necessità estetica , e diventa, lasciatemelo dire sempre più meta-arte, è rassicurante scorgere un piccolo ritorno all'arte delle origini, usando pochi paroloni: quella bella. Nonostante la sua giovane età si intravedono già due momenti nelle opere fino ad ora create. Questo ci suggerisce una maturazione artistica consapevole, alimentata senz'altro da una profonda ricerca e una crescente cognizione estetica. Nel primo periodo le tavole della Cuomo sono per lo più, affermative. Un gigantesco aforisma dipinto. Le forme narrano figure grottesche, tutte accomunate dalla forma genitale femminile che si staglia nell'immagine come un sillogismo. Donne; la vulva insistente in tutte le opere , ci mostra la vera identità delle figure, sono donne Nell'era della finta immagine, dove il disagio attuale è del tutto legato alla proposta di perfezioni inesistenti, che spingono ragazze e ragazzi a rinnegarsi, forzarsi, trasformarsi per assomigliare a stereotipi di bellezza nient'affatto naturali, ma per lo più siliconati e botulinizzati, Annabella scende nei meandri più intimi del sociale e ci mostra la "verità dei fatti". Le immagini sono sconvolgenti. Colpiti dalla traslazione, si rimane pietrificati di fronte a quello che siamo con un grosso sorriso sardonico come didascalia dei nostri pensieri. Le forme diventano con questa chiave elementari, tradurle diventa semplicissimo. E' impensabile la metafora illustrata a cui questi lavori danno vita. Questi dipinti, dai volti inespressivi, aridi di dettagli, sono un racconto critico dell'individuo moderno. Un elenco di polaroid a mano. Il velo Maya che si alza e scopre la mera verità dei fatti. Tutti gli stereotipi sociali del femminino moderno vengono raccontati per immagini semplici, il cui accostamento all'umano risulta una rivelazione agghiacciante. Nella galleria delle forme si troveranno madri diventate vacche gravide. La decostruzione del corpo femminile arriverà all'osso. I corpi verranno mutilati, decomposti, scarnificati, l'unico loro affrancamento resteranno i genitali. Inquietante domanda, che scompone le sue lettere tra un quadro all'altro. Siamo questo? Nel lavoro più asciutto ed essenziale della Cuomo la donna trascenda dalla sua antropomorfa forma e diventa denuncia, fuori dai valori provvisori del sociale apparente, non c'è più consistenza morale ne femminino. C'è solo una forma acaratteriale e vaga. L'astrattismo è coinciso, i colori si dissolvono e diventano superflui. Poche linee per definire un oggetto, crudo esistenzialismo che diventa disegno. Queste opere ermetiche trasudano significati, la denuncia misogina è una linea che affonda lo sguardo. I materiali rafforzano il lavoro di manifestazione della realtà Grafite su tamburato, una proposta inconsueta. Quella che era la materia per proporre degli studi, la matita del provvisorio ,diventa materia d'arte volutamente compiuta. Nel prisma precedentemente citato c'è del provvisorio, una gomma basterebbe per cambiare le carte in tavola. Un'ennesima valutazione esistenziale che urla i suoi significati oltre che dall'immagine in se, anche dalla materia che li compone, la fragilità dell'opera suggerisce l'irrisorietà del ruolo descritto, crudele e per di più facilmente distruttibile. Ma sarà questo un bene o un male? Nel secondo periodo l'estetica e il carattere delle opere muta. I dipinti acquisiscono spessore , progrediscono sia nell'immagine che nella trasmissione di emozione. I colori virano al seppia, si riscaldano e si confondono interagendo tra loro. I disegni diventano più disponibili, l'immagine statica delle prime tele si addolcisce e appaiono dei volti. Alle spalle dei soggetti rappresentati appare uno sfondo, che interagisce con l'esterno. Per la prima volta appare non solo una fisionomia, ma uno sguardo, che sembra intendersi con lo spettatore. Evidente appare il coinvolgimento dell'artista che trasmette dall'opera una nuova cognizione, la quale dall'idealismo osservatore con cui ha ideato le prime opere diventa racconto di esperienza e morale vissuta. I materiali diventano molteplici, i toni si sgelano e la fragilità della grafite lascia il posto a pennellate stabili e immutabili. La tecnica del collage è la scelta per i nuovi affondi. In una delle ultime opere la Cuomo riunisce attraverso il collage gli innumerevoli pezzi delle sue nuove certezze, la Cuomo propone diverse forme di identità che si riuniscono su di una stessa tela e suggeriscono all'osservatore una riflessione sulle diverse forme di coscienza che abitano e coesistono nel stesso corpo, sotto la stessa pelle. Le verità accumulate nelle sue nuove esperienze diventano molteplici forme di materiali che interagendo tra loro creano immagini ispirate, tentatrici e dicotomiche. IL sillogismo iniziale diventa proverbio. Nell'epoca in cui l'arte contemporanea è minacciata da falsi profeti che propongono una riluttante forma di creatività quali parametri bisogna usare per decidere se un'opera d'arte è tale o meno? Nell'immaginario collettivo la prima cosa che un'opera artistica deve essere è : "bella". I lavori della Cuomo sono talvolta grotteschi, altre volte istigatori, ma rimangono una corpo affascinante da guardare. Forse è questo che bisogna pretendere dall'arte contemporanea, ed è il confine tra arte e meta-arte, un opera deve conquistare l'attenzione dello spettatore. Le opere di Annabella Cuomo fanno questo. L'arte diventa racconto

Scritto da Marinella Cianciaon la collaborazione di Tanja Zorzut

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Galleria 291 EST/INC. - Viale dello Scalo San Lorenzo 45/49 - 00185 Roma - +39 06 44 36 00 56 - info@galleria291est.com