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Effetto Roma fotografie di Antonio Giannetti

Effetto Roma, all’obiettivo di Antonio Giannetti, è un suggestivo racconto fotografico sul rapporto riconquistato, nell’arco di questi ultimi tre anni, con la “sua” Roma.

Il titolo fa eco al cult metacinematografico Effetto Notte (1973): concettualmente, il mezzo tecnico che si eleva a protagonista con Truffaut, evoca, in Effetto Roma, una fotografia che è strumento di narrazione e di riscoperta, quanto di autenticità e di riflessione, in una ricerca tenace e paziente dell’istante irripetibile e dello scatto decisivo a immortalarlo.

Qui l’obiettivo si fonde con l’occhio sopraffatto del suo schivo osservatore, sublimandosi in una lirica universale, in una dedica d’amore. Quell’”Effetto-Roma” ha il mordente di una nottata, insonne e vagabonda, in cui ci si perde tra le portentose braccia dell’Urbe. Così è la stessa città a guidare ed attrarre lo spettatore in un carosello di scorci capitolini, che rifuggono l’icona eterea ed edulcorata, eppure non possono prescinderne.

Il fotografo ritorna in luoghi familiari e noti, rimanendo in attesa con una diversa prospettiva, forse con occhi nuovi: contempla la Città Eterna nella sua ora solitaria, che ha il respiro sospeso di una maschera ormai dismessa, carica di tenerezza e di malinconia.

Ecco allora la Lupa delinearsi nella penombra, come lo stesso Colosseo, che ritorna solo per essere sfiorato dall’inquadratura; e nell’attimo in cui Cupolone getta la sua ombra quasi spettrale sulla città al crepuscolo, il risvegliarsi dei comignoli fumanti incalza la nebbia che lambisce l’alba sul Tevere. All’eclissi artificiale vista dal Fontanone del Gianicolo protendono i neon del Traforo Umberto I, la cui spirale luminosa dà slancio al volo di allarmati gabbiani; e, all’incombere di un cielo plumbeo su Castel Sant’Angelo, fantasmagoriche presenze si schierano tra i profili scultorei di un tramonto ancestrale.

In queste trasfigurazioni, a volte esoteriche altre estatiche, aleggia una deferenza felliniana, un nostalgico disincanto di quella Dolce Vita che, nell’ordinario legame con l’antico, ha contribuito all’ideale della Città Eterna nell’immaginario collettivo: un mito, oggi, offeso ma non destituito.

È una fotografia lenta e lieve quella con cui Antonio Giannetti scruta l’effimero nel tempo sommesso della Roma dei nostri giorni. In una visione intima e recondita, Effetto Roma porta in mostra l’aurea maestosa ed imperiale di un giorno anonimo e delle sue sbiadite comparse: hic et nunc, Roma tamen regnat. Roma, Aeterna.

 

Antonio Giannetti nasce a Monterotondo (RM) nel 1955. Nel 1982 si diploma all’Istituto Superiore di Fotografia di Roma, partecipando di seguito a numerosi festival fotografici. Nel 1983 gestisce l’agenzia fotografica romana Delta Photos, collaborando con riviste nazionali e internazionali. Due anni dopo, nel 1985, fonda, insieme a Franco Cenci, Studio Idea, improntato alla grafica e alla fotografia, con una particolare attenzione per l’uso dell’immagine e i suoi risvolti. Poi la passione per la fotografia è ritornata ad essere preminente nella sua vita, quando, nel 2013, realizza la prima personale, a cui segue la pubblicazione del libro “Uno sguardo particolare”, sui luoghi e i volti di Monterotondo (RM).

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Curatela

Vania Caruso

Autore

Antonio Giannetti

Data

dal 17 Maggio al 14 Giugno 2019